Parete attrezzata TV in legno

Ti è mai capitato di osservare il tuo soggiorno e pensare:

“Come sarebbe bello se tutto fosse più ordinato, se non avessi miliardi di cavi e fili in giro, se avessi un mobile contenitore per metterci libri e oggetti che ripongo ovunque in modo disordinato perché non ho uno spazio apposito da usare, se avessi un supporto adatto per la TV che ho pagato così tanto e che ho posizionato su un mobiletto che non le rende giustizia (e che, secondo me, prima o poi crollerà).” ?

Se hai avuto anche solo uno di questi desideri, fai parte del 90% della popolazione, la quale non è soddisfatta dell’organizzazione della propria zona giorno.

Non potrebbe essere altrimenti: il salotto è la parte della casa che utilizziamo di più, e quella che subisce aggiornamenti con maggiore frequenza rispetto agli altri ambienti della casa: la tv nuova, la consolle di videogame per i figli, la statuetta antica che hai trovato al mercatino, i libri che la tua compagna/compagno ha acquistato qualche mese fa etc etc.

Il soggiorno ha esigenze costanti, esattamente come te. Il problema è che mentre i bisogni aumentano, lo spazio disponibile resta sempre lo stesso. E si crea un problema di organizzazione e conseguente CONGESTIONE dell’ambiente, che da zona “relax” si trasforma in “magazzino acchiappa tutto” senza che nemmeno te ne accorgi.

Questo è esattamente il problema che ci ha posto un cliente alcuni mesi fa, venendo da noi presso lo studio 02A.

 

La soluzione che abbiamo studiato per lui ha un nome e cognome, e si chiama PARETE ATTREZZATA.

La parete attrezzata è un modulo estremamente versatile che consente di risolvere diversi problemi tra quelli elencati sopra: supporto tv, mobile contenitore, totale scomparsa di ogni tipo di cavo di alimentazione per tv, decoder, consolle e quant’altro.

 

 

La struttura è stata realizzata interamente in legno verniciato di bianco e si compone di 3 elementi principali:

  • il mobile base, di 50 cm di altezza, che presenta 3 vani con sportelli di materiale differente dalla struttura che invece è bianca.

 

        

 

  • il modulo della parete attrezzata sul quale viene installata la tv. La contro parete è avanzata rispetto al muro al fine di nascondere completamente i cavi al suo interno ed è resa ispezionabile dal lato dx, mentre il lato che è visibile dalla zona giorno e zona pranzo ospita delle piccole mensole sulle quali riporre libri, dvd, cd e quant’altro.

 

       

 

  • la mensola, che è posta a chiusura del sistema (anch’essa in legno) che riprende le misure del mobile alla base.

 

    

 

Chiaramente tutto il sistema è frutto di una progettazione e realizzazione INTERAMENTE PERSONALIZZATA, in modo da adattarsi perfettamente non solo alla parete sulla quale è stato installato, ma anche a tutto l’ambiente circostante, che grazie alla parete attrezzata gode di nuova armonia estetica (aumentando, di conseguenza, il valore stesso dell’ambiente).

Inoltre, dettaglio non trascurabile, il risultato finale rispecchia fedelmente la soluzione progettuale proposta al cliente prima di avviare i lavori, la quale era stata presentata attraverso elaborati tecnici molto dettagliati e render foto-realistici che consentissero al committente, di fatto, di “VEDERE” la parete installata nel suo salone ancora prima che ciò avvenisse nella realtà.

 

   

Clicca QUI per vedere il progetto completo della casa in cui abbiamo realizzato la parete attrezzata.

 

Arch. Thomas Grossi

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Ottimizzare gli spazi aumenta il valore di casa!

Ristrutturare un intero appartamento, o soltanto alcuni specifici ambienti, è un’attività estremamente variegata poiché estremamente variegate sono le necessità che ti fanno dire “È il momento di cambiare”.

Nel nostro lavoro ci capita di fronteggiare le più disparate esigenze dei clienti con cui collaboriamo: dal miglioramento dell’estetica generale della casa alla sostituzione degli impianti, dal rinnovamento dell’ambiente cucina, bagno, etc alla vera e propria creazione di ambienti e stanze che prima non esistevano.

I bisogni principali di chiunque decida di ristrutturare casa, infatti, hanno un unico denominatore in comune: ottimizzare gli spazi.

Il 90% dei nostri lavori parte da questa esatta esigenza.

Tuttavia avere “più spazio”, di per sé, non vuol dire assolutamente nulla. Anni di lavoro in 02A ci hanno insegnato infatti qualcosa di estremamente importante: nessuno vuole “più spazio” così. Tanto per averlo.

Quello che realmente desideri, di cui hai bisogno e che invidi fortemente quando lo trovi nelle case degli altri, è più precisamente SPAZIO OTTIMIZZATO.

Mi spiego meglio: ogni casa ha una fisionomia ben precisa, con le sue suddivisioni tra zona giorno e zona notte, gli spazi serventi come i corridoi e i disimpegni, le stanze funzionali come la cucina il bagno, eccetera eccetera. Tutte con le loro dimensioni e le loro caratteristiche.

Il problema è che in molti casi, a un certo punto della tua vita, senza nemmeno rendertene conto percepisci che quella stessa casa, con la sua fisionomia, ti sta “stretta”. Che non utilizzi a dovere gli spazi a tua disposizione, che avresti bisogno di una stanza in più, di un bagno in più oppure, perché no, di un ambiente specifico più piccolo di quello che è.

Ecco perché, dopo tutte le tue riflessioni, la soluzione migliore è rivolgerti a un Architetto. Noi, per esempio, siamo ben consapevoli che quando un cliente ha esigenze di spazio da ottimizzare non ci limiteremo a creare il tanto “sognato” secondo bagno o la cameretta per il bambino, ma studieremo le soluzioni migliori per fare in modo che sia TUTTA la casa ad avere una sua armonia, con il giusto equilibrio fra la zona giorno e notte, che gli spazi inutilizzati siano ridotti al minimo, che non ci sia un solo ambiente dalle dimensioni sproporzionate rispetto all’appartamento nella sua interezza, e quant’altro.

Per dimostrarti quanto queste considerazioni siano fondamentali ai fini della tua soddisfazione, voglio mostrarti un nostro intervento recente a Roma. Scoprirai che una buona progettazione può fare la differenza tra un risultato perfetto e uno assolutamente deludente.

ANTE OPERAM

Prima del nostro intervento l’appartamento si presentava con la classica disposizione dell’edilizia economica e popolare degli anni ’30: corridoio lungo il muro di spina centrale, camere a destra e a sinistra e bagno in fondo.

Lo spazio distributivo tra ingresso e corridoio era di circa 8,5 mq, la cui unica “utilità” era quella di spostarsi da un ambiente all’altro. Inoltre, come puoi vedere  le camere erano esageratamente ampie e sproporzionate rispetto al resto della casa.

 

 

COSA DOVEVAMO FARE

Quello che fu subito chiaro è che l’appartamento andava RIPENSATO in chiave moderna. Attraverso alcune chiacchierate con il committente ci eravamo infatti resi conto che le sue esigenze non erano semplicemente quelle di avere più spazio, ma di avere uno spazio migliore per vivere. A quel punto, insieme al mio socio Thomas, abbiamo realizzato un progetto che non fosse soltanto un miglioramento della distribuzione degli ambienti, ma che consegnasse al cliente una casa da sfruttare fino all’ultimo centimetro, nella quale muoversi agevolmente grazie ad ambienti proporzionati e funzionali, perfetti sia per la vita di tutti i giorni – con la sua famiglia – che per piacevoli serate conviviali in compagnia di amici o parenti.

 

POST OPERAM

Attraverso un generoso intervento di demolizione abbiamo reso più netta la divisone tra zona giorno e zona notte, rendendo lo spazio distributivo più piccolo e funzionale, in grado di servire 4 ambienti in soli 3,50 mq. Le camere da letto , in linea con gli standard di vita odierni, sono state ridotte e rese incredibilmente più vivibili. Ma il vero fiore all’occhiello è la zona giorno: più ampia, luminosa e caratterizzante, impreziosita da una bellissima connessione con la cucina che, pur rimanendo nella posizione originaria, ora è divisa dal soggiorno grazie a una raffinata parete a vetri.

 

 

PER CONCLUDERE

Come in molte altre occasioni, ricorrere all’opera di un professionista come un architetto quando decidi di ristrutturare casa presenta innumerevoli vantaggi, alcuni dei quali probabilmente insperati. Oltre ad avere un risultato di grande qualità a livello di comfort, infatti, quello che ottieni è un vero e proprio vantaggio economico: una casa più bella, più luminosa e meglio organizzata è una casa che vale molto di più. Sempre.

 

Arch. Marco Rulli

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Attico luminoso e minimale


 

Benvenuti al terzo appuntamento con la nostra rubrica “Ristrutturazioni romane – B&B e Casa vacanze

Dopo aver visistato gli appartamenti in zona Pantheon e in zona Prati nei primi due articoli, oggi voglio parlarvi di un mini attico dal sapore vintage situato nel cuore del quartiere “San Lorenzo” e recentemente ristrutturato.roma_attico_vintage_salone

Inondato di luce naturale dai due affacci di cui gode, questo bilocale è arredato con pochi ed essenziali elementi.

Il tavolo in legno è stato realizzato acquistando i piedi e il piano separatamente e i toni tenui della piccola credenza si sposano alla perfezione con il parquet chiaro. Il corredo di sedie sembra essere uscito da una scuola superiore degli anni ’90 e lega bene con gli altri elementi. Il letto è in realtà un divano dal design scandinavo e i al posto dei comodini troviamo due tavolini, su cui poggiano delle lampade da lavoro orientabili che fungono da abat-jour. Sopra il tavolo da pranzo è stata montata un’altra comoda lampada, del tutto simile alle precedenti.roma_attico_vintage_letto

Le pareti, vagamente vuote, potrebbero essere personalizzate con una linea orizzontale di fotografie quadrate raffiguranti architetture astratte o una serie di patterns. Inserendo delle piante da interni si potrebbe ravvivare lo spazio stando attenti a non invaderlo:  la scelta è per un’edera sospesa sopra la poltrona e una pianta ragno poggiata sulla credenza: entrambe richiedono poche attenzioni e sono di dimensioni contenute ma crescono rigogliose.roma_attico_vintage_tavolo

La cucina, che al di sotto del bancone contiene gli elettrodomestici da incasso, è trattata con resina grigio/azzurro nella fascia delle piastrelle: le fantasie vintage riprendono il pacato cromatismo del resto della casa. I pensili soprastanti, bianchi, hanno un disegno minimale e pulito e contribuiscono a dare luce allo spazio.roma_attico_vintage_cucina

Con accesso dal salone troviamo il terrazzo, che affaccia su uno dei pochi spazi ampi del quartiere. Essendo relativamente spoglio si potrebbe personalizzare con una fila di piante aromatiche in vasi poggiati su di una mensola posta a metà del parapetto anche per schermare il vistoso tubo: rosmarino, salvia, timo, menta, basilico e altre in modo da realizzare uno speziario da cui approvigionarsi regolarmente.

roma_attico_vintage_terrazza

Al prossimo articolo!

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Pitture per pareti


Nel precedente articolo abbiamo cercato di capirne di più in tema di decorative da interno..ed eccoci qui.. pareti pulite e sane e tutta la voglia di cimentarci in una delle più complicate tecniche di applicazione di pitture decorative da interno: lo spatolato. Che si tratti di un classico e caldo stucco veneziano o di un più moderno ed hi-tech spatolato metallizzato, il bello di questo tipo di applicazione risiede proprio nella sovrapposizione di strati diversi lavorati opportunamente a spatola, in un gioco di chiaro scuri e sfumature profondo e grafico.

Per l’occasione ho visitato tre ambienti diversi, due appartamenti privati ed un centro estetico, trattati con tre tipi di finish differenti: il classico “marmorino” o stucco veneziano, lo “smoothie” dall’effetto spumoso e vellutato e un luminosissimo “spatolato perlato”.
marmorino_stucco_veneziano_senza_cera_finale_soggiorno

Il MARMORINO:

Entriamo in casa di Consuelo ed Alessandro che, grazie alle loro abilità innate nel fai da te, hanno scelto la tecnica del “marmorino” o “stucco veneziano”. L’impiego è moderno ma le origini sono antiche, risalgono a circa 5000 anni fa e proviene da alcune regioni dell’Iran. A Venezia, l’uso di questa pratica, veniva tramandata da padre in figlio, apportando migliorie e modifiche di generazione in generazione. L’applicazione a muro può essere eseguita sia all’interno dell’abitazione che all’esterno, creando un effetto marmo molto estetico,  non a caso la dicitura “marmorino”. La finitura può variare a seconda dell’effetto che amiamo di più. Lo stucco veneziano, applicato almeno in tre mani con l’americana di metallo, “ferrandolo” velocemente, ad ogni passata si ossida e lascia emergere delle striature interessantissime autolucidandosi un pochino.

marmorino_stucco_veneziano_senza_cera_finale_dettaglioConsuelo ed Alessandro, per un tocco molto più contemporaneo, scelgono di non passarvi la cera finale (che lo rende anche idrorepellente e altamente lavabile) affinché  non gli si conferisca un aspetto specchiato, ma rimanga più “grezzo” e solamente semilucido.

Di solito negli ambienti molto più classici la tipica lavorazione a specchio è la più utilizzata. Mettiamo in conto però che cerare il marmorino significa doverlo “decerare” non appena volessimo cambiare look alla nostra parete.

 

 

 

LO SPATOLATO VELLUTATO:

Esistono tipologie di spatolato molto contemporanee e piacevoli, generalmente non a base gesso ma a base resinosa; creme per pareti leggere e sottili, da montare con la frusta elettrica quando è il momento di incorporarvi il colorante e che, in questa operazione, assomigliano in consistenza a delle mousse spumose. Si tratta degli spatolati dall’effetto opaco e vellutato, applicabili su ogni supporto anche con piccoli buchini da stuccare e sia lavabili che traspiranti (soprattutto se non vi si applicano cere di finitura che chiudono i pori della parete).

spatolato_vellutato_viola_centro_estetico

E’ la scelta che ha operato Valeria per il suo delizioso centro estetico. Questo tipo di spatolato si sposa bene con un gusto giovanile e moderno, lasciando alla vista e al tatto una piacevolissima sensazione come fosse una sottile carta da parati, ma senza le “rogne” di quest’ultima.

spatolato_vellutato_viola_dettaglio

La lavorazione di prodotti simili richiede una manualità spiccata e può essere di due tipi. Possiamo agire in prima mano stendendo il prodotto a rullo per poi lisciarlo con la taloche in plastica, leggera e dagli angoli smussati, aiutandoci nell’operazione nebulizzando un po’ di acqua per ammorbidire le parti che hanno già tirato per poi procedere con una seconda mano stendendo il prodotto con la spatola. Se piace un effetto più tipo “cemento grezzo” (di cui più in là ci occuperemo visto che esistono spatolati fatti ad hoc per questa decorazione) potremmo andare a stendere il prodotto direttamente con la taloche in modo più “spesso”, calcolando almeno un paio di mani.

 

LO SPATOLATO PERLATO:

Sono andata anche a disturbare l’intimità del nido di Mauro e Simonetta che hanno scelto per il loro appartamento luminosissimo una soluzione che accentuasse questa sensazione di permeabilità della luce. Lo spatolato perlato, come tutti i perlescenti microriflettenti, nasce proprio per questo. Generalmente viene utilizzato in ambienti piccoli e poco illuminati ma in un open space ampio è comunque apprezzabile. La gamma colori di questo tipo di prodotti è di solito molto varia e ci lascia liberi di spaziare, dall’avorio, all’argento, dagli antracite, ai caldi colori del corallo e del rosa antico, affinché possiamo abbinare secondo il nostro gusto una vasta gamma di complementi.

spatolato_perlato_soggiorno

Simonetta e Mauro scelgono un arredamento al limite tra il minimale e il classico, caldo ciliegio e oggetti vintage con una memoria importante, come la lampada dipinta a mano dalla zia di Simonetta, tutti elementi che si sposano benissimo con l’avorio perlato alle pareti che conferisce un aspetto più contemporaneo al tutto ma senza “freddare” l’ambiente.

La lavorazione degli spatolati perlati è molto delicata. Le creme da pareti perlescenti vanno date su un fondo aggrappante che renda la superficie ben lavabile dopo l’asciugatura e vanno stese in prima mano con rullo a pelo corto, lisciate con la taloche in plastica e, in seconda mano, ripetuta l’applicazione nello stesso identico modo. È importante che si attendano i tempi corretti di asciugatura per evitare che il colore strappi ed esca il bianco della base.

Affronteremo insieme temi diversi mese dopo mese, seguendo non una linea di gusto ma di stili. Nel primo articolo ho tentato di dare un’infarinatura generale sul panorama delle pitture murali da interno, ma il mondo della decorazione è decisamente più stimolante ed impegnativo: un “luogo” in cui tutto rimane molto personale, come un abito scelto su misura.

 

Al prossimo articolo.

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Pitture per interni

Sembra così difficile scegliere.

Il mondo delle pitture decorative da interno appare agli occhi del cliente della grande distribuzione un enigma irrisolvibile ma questo solo perché il mondo del “fai da te” è variegato, denso e ricco di opportunità, tanto che ci si spaventa spesso.

Nell’articolo di questo mese vedremo di fare un po’ di luce in questo buio panorama della decorazione murale, per avvicinarci alla possibilità non solo di scegliere la pittura adatta al nostro gusto ma anche di valutare la posa in opera per mano nostra.

Le pitture decorative da interno, rispetto alle semplici tipologie di cui abbiamo parlato lo scorso mese, sono molto più elaborate, anche nella composizione. Generalmente sono a base vinilica, per questo è bene non posarle su superfici soggette a muffe o condensa, e richiedono una preparazione del muro abbastanza accurata. L’iter corretto, valutando una parete in buone condizioni, consisterebbe nel carteggiare la superficie, togliere la polvere con un panno umido, passare una mano di fissativo isolante (1 lt in 4/6 parti di acqua dandolo a pennellessa o a rullo), possibilmente di buona qualità per una resa ottimale e, ad asciugatura avvenuta di quest’ultimo, dare una o due mani di fondo. Ogni ditta che produce decorative da interno consiglia ovviamente il fondo dedicato che generalmente è una pittura murale bianca densa e coprente, come a preparare una tela intonsa prima della decorazione.

Ci approcceremo alla scelta tramite la divisione per “stili” delle varie pitture decorative da interno per due motivi, in primis nei grandi negozi di bricolage, dove tutti ci serviamo, generalmente si utilizza questa categorizzazione (e non tutti ci fanno caso..anzi) e inoltre perché ci può essere di estremo aiuto nel direzionare il nostro gusto verso una coerenza stilistica, coordinando pareti, arredi, complementi.

Pitture per interni grigio leroy merlin

COLOR DESIGN: In questa categoria, passeggiando per le corsie della grande distribuzione, troveremo tutta quella linea ispirata al “color blocking”, scelte cromatiche nette, graficismi sottili ma diversi tipi di lavorazione. Le più semplici da mettere in posa sono sicuramente le lavabili arricchite da polvere di glitter che qui troviamo già pronte ma che determinano un procedimento che possiamo riprodurre anche da soli, additivando una  lavabile semplice colorata con il glitter stesso, che in commercio esiste sia in polvere che in gel. Una difficoltà decisamente maggiore invece la si può incontrare con le pitture che riproducono l’effetto dei tessuti, considerato il fatto che vanno lavorate in prima e in seconda mano con un rullo speciale a formare la trama del cotone, del lino, del denim. Una scelta d’effetto ma che necessita un po’ di manualità. Un’altra tipologia di pittura che troviamo in questa categoria è uno spatolato morbido e vellutato, lavorabile con la taloche in plastica, dall’effetto finale grafico e piacevolissimo al tatto.

TRADIZIONE: Troviamo anche pitture decorative che rimangono fedeli ad un gusto già consolidato nel tempo e si rinnovano negli anni solamente nella scelta cromatica e nella metodologia della stesura. Siamo davanti a prodotti “storici” come le velature, pitture leggere e sottili che lasciano trasparire il fondo bianco e vanno lavorate a guanto, a straccio , a spugna, lasciando un velo di colore che segue nel grafismo il movimento delle nostre mani. Oppure troviamo pitture sabbiate già pronte e già colorate che si lavorano a “spalter”, un pennello corto e piatto che lascia liberissimo il polso nell’ impugnatura e ci consente una manualità molto più fluida. Abbiamo effetti particolari come quelli di creme per pareti dense e viniliche che, grazie a manipoli appositi, ricreano le venature del legno o le fibre naturali della corteccia degli alberi, in colorazioni tenui e ispirate al mondo della natura.

CLASSIC CHIC: Si tratta della linea che segue di più il gusto classico nella decorazione. In questo insieme troviamo gli stucchi veneziani, spatolati lavorabili con l’americana d’acciaio che ossida la componente di gesso e lucida la superficie che poi può anche essere cerata, oppure gli spatolati o le velature perlescenti, vernici più o meno spesse ma molto luminose e morbide.

Pitture_per_interni_arancine_leroy_merlin

URBAN ECO: La categoria di stile più contemporanea tra tutte che racchiude in sé il gusto tipico del momento: sabbiati metallici che possiamo comporre noi stessi, creme per pareti metallizzate che possiamo trattare con finiture ossidate a ricordare l’acciaio cortèn, stucchi da lavorare a spatola colore su colore e strato su strato a ricordare i legni decapati e, per ultimi, ma non meno importanti, stucchi densi da spatolare a parete o addirittura a pavimento, con l’uso del primer apposito, a ricreare la sensazione del cemento non trattato. Tutto a tendere verso un gusto industriale e di recupero, più o meno minimale ed i-tech, per declinare il nostro gusto ed arricchire la nostra casa.

Pitture_per_interni_bagno_leroy_merlin

Il panorama del mondo della decorazione è tanto affascinante quanto insidioso, basta un nonnulla e possiamo incappare in tremendi  errori di stile creando delle  incongruenze difficili poi da gestire a lavoro finito. Per questo è bene informarsi, leggere, arricchire la nostra cultura dell’immagine, parlare con i decoratori che incontriamo o affidarci ad un esperto del settore prima di fare da sé.

Nei prossimi articoli analizzeremo puntualmente stili, tecniche, gusto e tendenze, entreremo nelle case di chi ha avuto il “coraggio” di lanciarsi e osare un po’ e ci divertiremo nello scegliere insieme ciò che si addice di più non solo all’ambiente in cui viviamo ma al nostro carattere, che lo determina inevitabilmente.

 

Al prossimo articolo.

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Ristrutturare casa a Roma

Benvenuti al nostro secondo appuntamento con la rubrica “Ristrutturazioni romane – B&B e Casa vacanze

Oggi voglio parlarvi di una singolare casa vacanze che ho fotografato recentemente.

roma_mansarda_ristrutturata_prati_ingresso

Ricavato nella mansarda di un edificio che si affaccia direttamente sui musei vaticani, questo piccolo ma accogliente appartamento ha da subito suscitato il mio interesse.

Il motivo principale è la cura che è stata posta nei dettagli che lo compongono: come è facile osservare il leitmotiv è il colore verde, presente in molti degli arredi e degli oggetti scelti.

La scaffalatura in legno, con i ripiani sfalsati, è stata realizzata su misura e posta a fianco della porta d’ingresso: consente di riporre molti oggetti in maniera ordinata e fantasiosa e include gli interruttori della luce in uno dei moduli.

E’ piacevole e ricercato il contrasto che il bianco crea con le travi del soffitto, ravvivate e protette dopo essere state riportate al loro colore originario con la recente ristrutturazione.
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I ripiani in cartongesso sopra la cucina risultano gradevoli e funzionali e la scelta di illuminare il piano cottura sottostante con strip led dona un effetto di sospensione e leggerezza di sicuro effetto.

Trovo un’ottima scelta quella di posizionare un tavolino ripiegabile nella zona giorno, giusto di fronte all’angolo cottura: in questo modo si avrà più spazio quando necessario.

roma_mansarda_ristrutturata_prati_soggiorno

Il trattamento bianco di tutte le superfici dona luminosità agli ambienti, che prendono luce da piccoli oblò.

La scelta di ricavare un armadio a muro nella parete che divide la camera da letto dal bagno contribuisce a donare linearità e luminosità all’ambiente.

roma_mansarda_ristrutturata_prati_camera_letto

La terrazza, riparata su tre dei quattro lati, permette di scorgere nitidamente monte Mario e sovrasta gli edifici circostanti godendo di una vista panoramica invidiabile.

Viverlo nelle stagioni temperate regala piacevoli momenti di relax e arricchirlo con delle piante lo renderebbe sicuramente un gioiello ancor più brillante nel centro della città eterna.

roma_mansarda_ristrutturata_prati_terrazzo

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Idropittura per la casa

“Cos’è un’ idropittura? Esistono smalti che possono essere dati a parete? Ma una resina come si comporta al calpestìo? Ma soprattutto… questo lavoro posso farlo da solo?”

pantoni

Sono alcune tra le domande più frequenti che mi vengono poste quando collaboro con grandi centri specializzati in bricolage e fai da te. La moda del DIY è sempre più prepotente e qui entro in gioco io, la “consulente colore” e cerco di illuminare nel mio piccolo il ricchissimo, ma abbastanza oscuro, panorama dell’home decor. Questa rubrica nasce per aiutarvi nella scelta, farvi venire qualche idea sfiziosa, stuzzicare la vostra voglia di “sporcarvi le mani” e cimentarvi da soli in piccoli lavori di casa, senza sentirvi troppo smarriti.

esempio di idropittura su parete leroy merlin

Iniziamo con la scelta della tipologia di pittura che potrebbe servirci per rimodernare l’ambiente prescelto. Questa azione può essere dettata da una questione di gusto o una necessità, infatti le pitture, specialmente da interno, vengono di norma raggruppate in alcune grandi famiglie in funzione di alcune loro specifiche caratteristiche.

 

Le pitture murali da interno in commercio, specialmente nelle grandi distribuzioni, sono generalmente idropitture, ovvero prodotti vernicianti composti da miscele di cariche, che costituiscono il corpo della pittura, pigmenti di origine organica, sintetica o minerale, leganti, che caratterizzano e strutturano il prodotto, acqua e additivi. Quindi parliamo di prodotti spesso eco certificati, alcuni addirittura anallergici e sanificanti.

 

Andiamo per categorie analizzando le idropitture da interno:

LAVABILI e SUPERLAVABILI

Sono le pitture di maggior utilizzo adatte ad ambienti come la zona living e la zona notte, contengono una buona percentuale di resine ed hanno un aspetto opaco e vellutato. Possono essere lavate con un panno umido ben stretto e un po’ di detergente neutro, a parte alcune definite proprio come “saponabili”, la cui smacchiabilità è sicuramente più elevata. Questa qualità viene riportata sul retro delle confezioni, quindi accertatevene all’acquisto.

Le superlavabili sono ovviamente più resinose e, se date “ a corto”, ossia senza rullate o pennellate troppo estese, possono risultare delle “monomano” e coprire con una sola passata. Nella scelta considerate  che più la percentuale di legante (resina in questo caso) è alta nella pittura, più si creerà pellicola e la parete respirerà meno.

Esistono anche lavabili additivate con antimuffa. Per quanto riguarda il colore ci sono in commercio ottime lavabili o superlavabili già pronte e già colorate che di solito come quantità ci conviene acquistare se dobbiamo realizzare poca metratura, ad esempio una sola parete. Se i metri quadri da trattare sono ingenti, conviene affidarsi al sistema tintometrico e andare su latte da almeno 5 o 10 litri.

Un’altra soluzione, la più economica, è quella di acquistare direttamente una 14 litri e colorarla da noi con i coloranti universali, magari per mezzo di una siringa per gestire le dosi e riprodurle all’occorrenza.

idropitture_vasche

TRASPIRANTI

Si tratta di pitture più “leggere” nella composizione, non lavabili ma che non creano pellicola e quindi adatte a zone della casa come bagni, cucina e soffitti che sono spesso soggetti alla formazione di vapore acqueo e quindi alla presenza di  umidità. La superficie respira di più e l’umidità non compromette la zona trattata. Esistono anche dei buoni compromessi di lavabili con una buona capacità traspirante.

TERMOISOLANTI

Sono pitture speciali, con al loro interno microsfere di vetro che abbattono di almeno 4 o 5 gradi centigradi la temperatura della parete affinchè non si creino ponti termici e quindi non si dia luogo alla formazione di condensa. Possono essere colorate anche a sistema tintometrico ma solo in colori tenui. Vanno date “ a strato”, di solito 3 o 4 mani e sono adatte sia ai soffitti che alle pareti.

SMALTI MURALI

Sono il massimo della lavabilità, grazie alla percentuale di resine molto alta, resistono direttamente all’abrasione ed hanno ottime qualità igienico sanitarie. Adattissimi a zone della casa in cui giocano i bambini oppure in cucina. Il loro impiego in edilizia è molto sviluppato anche in ambito ospedaliero.

attrezzatura_idropittura

Piano piano ci faremo strada nel mondo dell’home decor, mano nella mano, imparando a scegliere i prodotti giusti per l’utilizzo più appropriato, tips and tricks per sentirci più sicuri nell’affrontare da soli piccole grandi sfide di ristrutturazione e decorazione fai da te, cimentandoci nel giocare col colore e con i materiali.

Al prossimo articolo!

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B&B al Pantheon

Benvenuti nella nostra nuova rubrica dedicata alla scoperta degli appartamenti romani appena ristrutturati ed arredati.

L’idea di recensire spazi, soluzioni e complementi d’arredo che incontro durante il mio lavoro di fotografo di interni nasce dal fatto che il gran numero di locations che sono chiamato a ritrarre costituisce una fonte inesauribile di spunti per il mio lavoro di architetto e arredatore.

La rubrica “Ristrutturazioni Romane” si pone l’obiettivo di condividere con voi lettori gli elementi che richiamano la mia attenzione al fine di condividere nuove idee.

In questo primo articolo andremo a vedere nel dettaglio alcuni elementi che ho incontrato in un appartamento situato nei pressi di uno dei monumenti simbolo della Roma antica, il Pantheon.

 

bb_01_camera_matrimoniale

Ho sempre trovato la scelta di appendere i comodini al muro molto funzionale perchè, oltre a non ostruire fisicamente o visamente lo spazio, consente una pulizia efficace del pavimento.

In questo caso la mia attenzione è stata richiamata anche dal materiale utilizzato, il ferro, opportunamente sagomato attorno ai profilati che ne costituiscono la struttura.

A coprire il tutto uno strato protettivo lucido che gli dona una finitura riflettente.

Le lampade appese, con la loro struttura permeabile e il materiale che riprende quello utilizzato per i comodini, rivisitano il concetto di abat jour e risultano particolarmente gradevoli e leggere.

Le appliques, che riprendono il design minimale dei comodini movimentano con la luce una parete altrimenti vuota,  mentre il trattamento in tessuto della parete di testa del letto la caratterizza differenziandola dalle altre.

 

bb_01_bagno

Il trattamento delle superfici di questo originale bagno rimanda ad uno stile industriale, le nicchie sopra la vasca risultano comode per riporre i prodotti per il corpo.

Il lavabo appoggiato, lo specchio a tutta parete e il rubinetto che da esso fuoriesce danno un’idea di ordine e pulizia, requisiti imprescindibili per questo ambiente.

 

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Da amante dei patterns trovo che questa carta da parati sia una soluzione di sicuro effetto, un’idea economica e di semplice realizzazione per personalizzare gli ambienti della casa.

Per ora è tutto, al prossimo articolo!

 

 

Progetto: Paola Veroni e Claudia Capinera

 

 

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Mouriz School Center

Architects: Atelier Nuno Lacerda Lopes
Location: Paredes, Portugal

L’Atelier Nuno Lacerda Lopez firma Il centro scolastico di Mouriz nel Portogallo del nord . Concepito in base all’ esigenza di avere quindici aule, il progetto si sviluppa su una pianta stretta e lunga composta da due livelli, uno per la scuola materna , uno per la scuola elementare.

All’ esterno il corpo di fabbrica si presenta come un volume longitudinale rivestito in legno la cui sommità , animata da un susseguirsi di falde asimmetriche, ricorda lo skyline di una piccola città, trasmettendo un senso di accoglienza e riparo.

Le bucature , tutte delle stesse dimensioni ma sfalsate le une con le altre, sembrano le giuste note su uno spartito, apparentemente casuali creano una bellissima melodia spaziale. Si tratta di un intervento che segna il territorio , che si distingue e contamina l’ambiente circostante con una propria identità ed espressione visiva.

 

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© Fernando Guerra

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© Fernando Guerra

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© Fernando Guerra

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© Fernando Guerra

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© Fernando Guerra

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Forfatterhuset Kindergarten / COBE

Cinque piccole case da 1 a 3 piani , tutte con tetti verdi e giardini pensili, legate tra loro da un’unica pelle in mattoni rossi disposti verticalmente, in modo da creare una maglia di lamelle verticali che abbraccia sinuosamente tutto il complesso, diventando involucro, recinzione esterna, frangisole e parapetto delle terrazze.

E’ la nuova scuola materna di Copenhagen, che ha aperto le sue porte nel mese di luglio 2014 ed è il risultato di un concorso indetto nel 2012 e vinto dagli architetti danesi COBE in collaborazione con gli architetti paesaggisti PK3 e DAI ingeniØrer.

La facciata, chiaro riferimento agli edifici di mattoni rossi della zona, garantisce coerenza con il contesto ma contribuisce ad arricchirlo con qualcosa di radicalmente nuovo e diverso.

Dall’esterno l’asilo appare come un villaggio, accogliente, circoscritto ed emozionante mentre al suo interno si rivela efficiente e flessibile negli spazi. Bellissimo lavoro.

 

© Rasmus Hjortshøj

 

© Adam Mørk

 

© Rasmus Hjortshøj

 

© Rasmus Hjortshøj

 

© Adam Mørk

 

© Rasmus Hjortshøj

 

© Rasmus Hjortshøj

 

© Adam Mørk

 

© Adam Mørk

 

© Rasmus Hjortshøj

 

© Adam Mørk

 

© Adam Mørk

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