In un edificio anni Sessanta 02A studio – (Marco Rulli e Thomas Grossi) ripensa radicalmente l’impianto di un appartamento romano seguendo il ritmo della luce, degli affacci e della personalità del suo proprietario.
Il progetto prende le mosse dalla necessità di ribaltare la tradizionale successione tra zona giorno e zona notte, affrontando il tema del lungo corridoio e di una gerarchia funzionale anomala che l’impianto originale presentava.
“Non volevamo stravolgere la distribuzione d’impianto, abbiamo cercato di rispettarla interpretando il vincolo come un’occasione” (Camilla Romeo).
L’ingresso, quindi, si apre con una grande vetrata in ferro e vetro che illumina e allo stesso tempo definisce lo studio. Da qui, si dipana il corridoio, accogliendo curve morbide e accompagnando lo sguardo verso il cuore dell’abitazione.
Il volume centrale della camera da letto è l’elemento più riconoscibile: una massa curva e lucida in costante dialogo con la matericità dell’argilla delle pareti che appaiono non finite, in costante divenire, grezze.
“Barro, che in spagnolo significa fango, terra bagnata, evoca l’idea di una materia da costruzione primordiale, la terra lavorata con le mani, la valorizzazione dell’autenticità” (Marco Rulli) “.
Sul fondo, uno specchio dilata la prospettiva e nasconde la cucina, mantenendo un equilibrio calibrato tra rivelazione e discrezione.
Il soggiorno è pensato come un ambiente aperto, attraversato dai contrasti che definiscono l’identità del progetto: il gettato veneziano accanto al parquet a spina, laccature lucide vicino a pareti materiche, i dettagli in acciaio e la morbidezza delle curvature.
“Come un oggetto ancora in divenire, lo spazio accoglie la ruvidità dell’argilla e la mette in tensione con materiali più preziosi. Le superfici assorbono e restituiscono la luce in modi diversi, mentre le curve sciolgono ogni rigidità, generando un equilibrio inatteso tra lusso e imperfezione” (Marco Rulli).
La zona pranzo, incorniciata da un varco, ospita un grande tavolo sullo sfondo di una madia verde ossidiana mentre l’area living è configurata, con una serie di sedute libere, come luogo di mera convivialità.
L’ arredamento alterna scelte di affezione familiare a pezzi di design universalmente riconosciuti, costruendo un linguaggio che intreccia elementi vintage dal gusto retro futurista con dettagli contemporanei. Il risultato è un equilibrio misurato tra memoria e innovazione, un dialogo continuo tra ciò che appartiene al passato e ciò che guarda avanti.
Photo credit: Serena Eller
Stylist: Alessandra Orzali








































