VARIAZIONI SUL TEMA DI UNO SPARTITO DEGLI ANNI ‘60

Siamo in zona Conca D’Oro, popoloso quartiere costruito nel secondo dopoguerra a nord del fiume Aniene, dove ci siamo occupati della ristrutturazione di un appartamento di 130 mq.

Palazzina anni ’60 di quattro piani, facciata in cortina e pilastri in cemento a testa cruciforme che sostengono l’ampia pensilina del primo piano

L’asse distributivo principale viene interrotto da un innesto ortogonale, segnato da due varchi dalla forma diamantata. Al loro interno, vetrate gemelle in rosso “lacca cinese” mettono in relazione i due fronti dell’edificio, creando un inaspettato punto di connessione visiva e spaziale.

La pavimentazione originale in marmittoni, mantenuta e valorizzata, così come il battiscopa in bardiglio, ha indirizzato la palette cromatica della zona giorno: i toni del ceruleo e del grigio polvere costituiscono la base neutra dell’involucro, pareti comprese, su cui spiccano gli elementi d’arredo e di decoro.

E’ invece la conformazione spezzata della facciata, di evidente lettura in soggiorno, a suggerire l’utilizzo della fitta maglia in gesso a soffitto come soluzione ornamentale per conferire densità ad una spazialità irregolare e dispersiva.

Sul fondo della sala, alle spalle di un sipario in tessuto, troviamo un fondale rivestito con pannelli acustici che abbraccia un impianto di riproduzione musicale in alta fedeltà, passione dei proprietari.

Il bagno degli ospiti, preceduto da una zona lavanderia con armadiature scorrevoli in rovere, ha le tonalità calde e autunnali del pavimento in graniglia, assecondate dal ruggine dei rivestimenti in ceramica, dal pescato delle pareti e dall’ottone naturale delle rubinetterie. Il risultato è uno spazio accogliente e romantico che richiama le atmosfere degli anni ‘60

Il secondo bagno, al contrario, è caratterizzato da un rigore geometrico e cromatico fatto di toni freddi e contrasti accentuati. Un’atmosfera quasi clinica, che trova il proprio valore, anche estetico, nella sua estrema chiarezza funzionale.

Il risultato restituisce un appartamento misurato, dove gli interventi, seppur profondi, appaiono naturali, frutto del rapporto che fin dal principio abbiamo avuto con l’oggetto architettonico, ricercandone le qualità e accogliendone le resistenze sempre nel rispetto della sua identità.

FOTOGRAFO : Paolo Fusco