Nel cuore del Pigneto, quartiere di Roma storicamente operaio e oggi centro della movida capitolina dall’animo bohemien, abbiamo lavorato sulla ristrutturazione di un villino indipendente dei primi del Novecento.

La casa si presenta con un generoso giardino e un orto che, insieme, coprono la superficie esterna di 130 mq, speculare allo spazio interno di metratura quasi identica.

Il nucleo del progetto si basava quindi sul combinare una progettazione tailor-made e ponderata da una parte, con soluzioni creative e per così dire “inaspettate” dall’altra. I due elementi avrebbero dovuto costituire l’intera ristrutturazione di un villino di 120 mq, con accorgimenti che interessassero anche l’ambiente esterno.

Per riuscirci abbiamo parlato a lungo con i committenti, ripercorso la loro storia, le case che hanno abitato e quelle che hanno amato, così da avvicinarci il più possibile al modo di vivere e al gusto che ricercavano, per poi tradurli in un progetto di interior che sentissero davvero personale.

Il progetto di interior

Le principali caratteristiche del restyling sono apprezzabili già nell’ingresso di Casa Buondelmonti, presentate come un filo conduttore che verrà richiamato negli altri ambienti: uso spregiudicato del colore e i grafismi minimal che definiscono uno stile icercato e fresco, all’insegna della joie de vivre che la proprietà aveva intenzione di trasmettere.

Un piccolo disimpegno precede la grande area living, messa in comunicazione con la zona cucina a seguito di un importante lavoro strutturale. La trasformazione rispetto all’ambiente precedente è stata profonda, dando una connotazione radicalmente diversa agli spazi. Per questa ragione si è deciso di lasciare a vista le travi originali, mettendole anzi in evidenza grazie a una tinta azzurro intenso, diventando così segno tangibile e vibrante dell’intervento.

A destra l’attenzione è richiamata da una grande vetrata, i cui profili in metallo sono percorsi da cromie di giallo acceso, utili a richiamare una vista più accurata sulla cucina. Per volontà dei proprietari, proprio la cucina aveva bisogno di essere uno spazio creativo prima che strumentale, motivo per cui l’uso del colore diventa elemento di connotazione deciso, trasformando oggetti e parti funzionali in elementi di arredo dal forte segno identitario.

Per esempio il mobile cucina è realizzato con ante in legno laccate verde acqua e si sviluppa a ferro di cavallo in una zona di lavoro affacciata sull’ingresso, per poi prolungarsi verso l’area pranzo attraverso due colonne di frigorifero e forno, pensate, in virtù della loro esposizione, come fossero degli elementi d’arredo.

Allo stesso modo il rivestimento in lamiera verniciata alle polveri della cappa è progettato come elemento giocoso e di décor, che trasforma un elettrodomestico da incasso in un origami.

Sopra il lavello è stato inserito un mobile pensile in acciaio leggero con mensole e scolapiatti integrati, realizzato su disegno dello studio, una soluzione che permette di ampliare lo sguardo e la luce oltre la parete, attraverso il vetro.

Sempre al piano terra il bagno ospiti è costituito da una prima zona con lavandino su un’ampia mensola in acciaio mentre la vasca e i sanitari rimangono nascosti e isolati all’interno di un’area dedicata, rivestita con piastrelle che raffigurano una fitta vegetazione tropicale, rimando al giardino esterno.

Dal piano terra a sinistra si sviluppa il corpo scala che consente di proseguire verso il bagno ospiti con lavanderia e di salire al livello superiore, dove si trovano il secondo bagno, le camere e lo studio.

La continuità cromatica con la dominante del giallo Vanadio del piano terra prosegue al livello superiore, nella zona notte, dove troviamo il bagno padronale con una la parete di fondo, che, come fosse una bifora nettamente delineata, è costituita da due arcate che accolgono al loro interno la doccia e il lavandino.

La dimensione familiare e spensierata dell’intervento nasconde al suo interno un’anima tecnologica grazie al pavimento radiante caldo/freddo, al controllo dell’umidità e ai pannelli solari. L’intervento di ristrutturazione del villino lo ha reso autonomo a livello energetico.

Il giardino esterno si compone di un accesso carrabile, una zona pavimentata con frammenti di vecchie graniglie e uno splendido orto urbano separato da quello del vicino solo da un esile cancello in metallo, a testimonianza del fatto che, in linea con il pensiero dei committenti, il vero lusso può risiedere nei dettagli più semplici.

Photo credit: Paolo Fusco

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