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Recupero del pavimento in graniglia: un’idea originale

Hai delle graniglie da recuperare o qualsiasi altro materiale di pregio che non sai come utilizzare?

Sai che nelle case da ristrutturare molto spesso si nascondono questi e altri tesori inestimabili che non sempre vengono sfruttati a dovere?

O forse non ti è mai capitato, ma ti assicuro che nel mondo dell’architettura questo tipo di scoperte sono all’ordine del giorno.

Nelle prossime righe ti spiegherò perché!

 

Quando fai un lavoro come il mio le sorprese non mancano mai. E non mi riferisco soltanto al recupero di un pavimento in graniglia.

Ci sono clienti con esigenze particolari, realizzazioni uniche, contesti particolari in cui lavorare etc etc
Le possibilità sono praticamente infinite.

A volte, però, è proprio la casa a rivelare dei tesori inaspettati. Posso dimostrartelo grazie a un’esperienza diretta vissuta durante un lavoro di qualche tempo fa.



Io e il mio collega Marco dovevamo gestire una ristrutturazione nella zona Esquilino di Roma. Se conosci la città saprai che l’Esquilino è uno dei quartieri storici della città, pieno di palazzi piuttosto “datati” e appartamenti incredibilmente affascinanti in cui lavorare.

Nel mio caso, il committente aveva deciso di sostituire il pavimento preesistente e realizzarne uno nuovo. Quello che aveva, in effetti, meritava destino migliore: piastrelle grigiastre non particolarmente attraenti, frutto di una ristrutturazione “veloce” realizzata negli anni ’80.

Ma è proprio grazie a quella sostituzione che scoprimmo un vero e proprio “tesoro”.

Le piastrelle grigie e spente nascondevano delle bellissime graniglie originali di fine ‘800, con tappeti ancora integri e in perfetto stato di conservazione.

Sprecare un’opera del genere sarebbe stato un delitto, quindi abbiamo deciso di recuperare quel tesoro e utilizzarlo come elemento decorativo. Sfruttare il potenziale estetico del supporto era praticamente un obbligo professionale, e la fantasia delle graniglie permetteva di valutare diverse soluzioni.

Alla fine optammo di destinarle alla testiera del letto.

La messa in opera

La parte più delicata, ovviamente, consisteva nel rimuovere le graniglie con delicatezza lasciandole intatte. Gli operai fecero grande attenzione e non ne scalfirono nemmeno una.

Lo step successivo fu la pulizia dei supporti e il lavoro del marmista, che le avrebbe pulite e levigate. Il risultato fu eccezionale: le graniglie erano tornate al loro stato originale anche nello strato esterno.

Per la parete creammo una nicchia che avrebbe accolto il tappeto di graniglie recuperate.

Sono piuttosto orgoglioso del risultato. Una semplice installazione a parete ha permesso al committente di valorizzare la camera da letto in modo unico, godendo dell’inaspettato “regalo” nascosto proprio sotto i suoi piedi.

 

Morale della favola: non sottovalutare mai il pavimento, non sai cosa potrebbe custodire!

Ti piacerebbe valutare delle migliorie per il tuo appartamento, magari riutilizzando materiali di pregio, supporti particolari che hai lasciato in cantina o che non sai nemmeno di avere?

Il mio compito è mostrarti quello che, normalmente, non riusciresti a “vedere”. Credimi, non puoi neanche immaginare quante soluzioni estetiche UNICHE esistano ripristinando materiali in disuso.

Se ti va di capire il potenziale del tuo appartamento, o semplicemente vuoi saperne di più sull’eventuale ristrutturazione della tua casa, sappi che in questo periodo il nostro studio di architettura, 02A, offre una

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Arch. Thomas Grossi
02A Studio
Architettura e Design
www.02a.it
Via dei Quattro Cantoni 10/A
00184 Roma

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Attico luminoso e minimale


 

Benvenuti al terzo appuntamento con la nostra rubrica “Ristrutturazioni romane – B&B e Casa vacanze

Dopo aver visistato gli appartamenti in zona Pantheon e in zona Prati nei primi due articoli, oggi voglio parlarvi di un mini attico dal sapore vintage situato nel cuore del quartiere “San Lorenzo” e recentemente ristrutturato.roma_attico_vintage_salone

Inondato di luce naturale dai due affacci di cui gode, questo bilocale è arredato con pochi ed essenziali elementi.

Il tavolo in legno è stato realizzato acquistando i piedi e il piano separatamente e i toni tenui della piccola credenza si sposano alla perfezione con il parquet chiaro. Il corredo di sedie sembra essere uscito da una scuola superiore degli anni ’90 e lega bene con gli altri elementi. Il letto è in realtà un divano dal design scandinavo e i al posto dei comodini troviamo due tavolini, su cui poggiano delle lampade da lavoro orientabili che fungono da abat-jour. Sopra il tavolo da pranzo è stata montata un’altra comoda lampada, del tutto simile alle precedenti.roma_attico_vintage_letto

Le pareti, vagamente vuote, potrebbero essere personalizzate con una linea orizzontale di fotografie quadrate raffiguranti architetture astratte o una serie di patterns. Inserendo delle piante da interni si potrebbe ravvivare lo spazio stando attenti a non invaderlo:  la scelta è per un’edera sospesa sopra la poltrona e una pianta ragno poggiata sulla credenza: entrambe richiedono poche attenzioni e sono di dimensioni contenute ma crescono rigogliose.roma_attico_vintage_tavolo

La cucina, che al di sotto del bancone contiene gli elettrodomestici da incasso, è trattata con resina grigio/azzurro nella fascia delle piastrelle: le fantasie vintage riprendono il pacato cromatismo del resto della casa. I pensili soprastanti, bianchi, hanno un disegno minimale e pulito e contribuiscono a dare luce allo spazio.roma_attico_vintage_cucina

Con accesso dal salone troviamo il terrazzo, che affaccia su uno dei pochi spazi ampi del quartiere. Essendo relativamente spoglio si potrebbe personalizzare con una fila di piante aromatiche in vasi poggiati su di una mensola posta a metà del parapetto anche per schermare il vistoso tubo: rosmarino, salvia, timo, menta, basilico e altre in modo da realizzare uno speziario da cui approvigionarsi regolarmente.

roma_attico_vintage_terrazza

Al prossimo articolo!

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Pitture per pareti


Nel precedente articolo abbiamo cercato di capirne di più in tema di decorative da interno..ed eccoci qui.. pareti pulite e sane e tutta la voglia di cimentarci in una delle più complicate tecniche di applicazione di pitture decorative da interno: lo spatolato. Che si tratti di un classico e caldo stucco veneziano o di un più moderno ed hi-tech spatolato metallizzato, il bello di questo tipo di applicazione risiede proprio nella sovrapposizione di strati diversi lavorati opportunamente a spatola, in un gioco di chiaro scuri e sfumature profondo e grafico.

Per l’occasione ho visitato tre ambienti diversi, due appartamenti privati ed un centro estetico, trattati con tre tipi di finish differenti: il classico “marmorino” o stucco veneziano, lo “smoothie” dall’effetto spumoso e vellutato e un luminosissimo “spatolato perlato”.
marmorino_stucco_veneziano_senza_cera_finale_soggiorno

Il MARMORINO:

Entriamo in casa di Consuelo ed Alessandro che, grazie alle loro abilità innate nel fai da te, hanno scelto la tecnica del “marmorino” o “stucco veneziano”. L’impiego è moderno ma le origini sono antiche, risalgono a circa 5000 anni fa e proviene da alcune regioni dell’Iran. A Venezia, l’uso di questa pratica, veniva tramandata da padre in figlio, apportando migliorie e modifiche di generazione in generazione. L’applicazione a muro può essere eseguita sia all’interno dell’abitazione che all’esterno, creando un effetto marmo molto estetico,  non a caso la dicitura “marmorino”. La finitura può variare a seconda dell’effetto che amiamo di più. Lo stucco veneziano, applicato almeno in tre mani con l’americana di metallo, “ferrandolo” velocemente, ad ogni passata si ossida e lascia emergere delle striature interessantissime autolucidandosi un pochino.

marmorino_stucco_veneziano_senza_cera_finale_dettaglioConsuelo ed Alessandro, per un tocco molto più contemporaneo, scelgono di non passarvi la cera finale (che lo rende anche idrorepellente e altamente lavabile) affinché  non gli si conferisca un aspetto specchiato, ma rimanga più “grezzo” e solamente semilucido.

Di solito negli ambienti molto più classici la tipica lavorazione a specchio è la più utilizzata. Mettiamo in conto però che cerare il marmorino significa doverlo “decerare” non appena volessimo cambiare look alla nostra parete.

 

 

 

LO SPATOLATO VELLUTATO:

Esistono tipologie di spatolato molto contemporanee e piacevoli, generalmente non a base gesso ma a base resinosa; creme per pareti leggere e sottili, da montare con la frusta elettrica quando è il momento di incorporarvi il colorante e che, in questa operazione, assomigliano in consistenza a delle mousse spumose. Si tratta degli spatolati dall’effetto opaco e vellutato, applicabili su ogni supporto anche con piccoli buchini da stuccare e sia lavabili che traspiranti (soprattutto se non vi si applicano cere di finitura che chiudono i pori della parete).

spatolato_vellutato_viola_centro_estetico

E’ la scelta che ha operato Valeria per il suo delizioso centro estetico. Questo tipo di spatolato si sposa bene con un gusto giovanile e moderno, lasciando alla vista e al tatto una piacevolissima sensazione come fosse una sottile carta da parati, ma senza le “rogne” di quest’ultima.

spatolato_vellutato_viola_dettaglio

La lavorazione di prodotti simili richiede una manualità spiccata e può essere di due tipi. Possiamo agire in prima mano stendendo il prodotto a rullo per poi lisciarlo con la taloche in plastica, leggera e dagli angoli smussati, aiutandoci nell’operazione nebulizzando un po’ di acqua per ammorbidire le parti che hanno già tirato per poi procedere con una seconda mano stendendo il prodotto con la spatola. Se piace un effetto più tipo “cemento grezzo” (di cui più in là ci occuperemo visto che esistono spatolati fatti ad hoc per questa decorazione) potremmo andare a stendere il prodotto direttamente con la taloche in modo più “spesso”, calcolando almeno un paio di mani.

 

LO SPATOLATO PERLATO:

Sono andata anche a disturbare l’intimità del nido di Mauro e Simonetta che hanno scelto per il loro appartamento luminosissimo una soluzione che accentuasse questa sensazione di permeabilità della luce. Lo spatolato perlato, come tutti i perlescenti microriflettenti, nasce proprio per questo. Generalmente viene utilizzato in ambienti piccoli e poco illuminati ma in un open space ampio è comunque apprezzabile. La gamma colori di questo tipo di prodotti è di solito molto varia e ci lascia liberi di spaziare, dall’avorio, all’argento, dagli antracite, ai caldi colori del corallo e del rosa antico, affinché possiamo abbinare secondo il nostro gusto una vasta gamma di complementi.

spatolato_perlato_soggiorno

Simonetta e Mauro scelgono un arredamento al limite tra il minimale e il classico, caldo ciliegio e oggetti vintage con una memoria importante, come la lampada dipinta a mano dalla zia di Simonetta, tutti elementi che si sposano benissimo con l’avorio perlato alle pareti che conferisce un aspetto più contemporaneo al tutto ma senza “freddare” l’ambiente.

La lavorazione degli spatolati perlati è molto delicata. Le creme da pareti perlescenti vanno date su un fondo aggrappante che renda la superficie ben lavabile dopo l’asciugatura e vanno stese in prima mano con rullo a pelo corto, lisciate con la taloche in plastica e, in seconda mano, ripetuta l’applicazione nello stesso identico modo. È importante che si attendano i tempi corretti di asciugatura per evitare che il colore strappi ed esca il bianco della base.

Affronteremo insieme temi diversi mese dopo mese, seguendo non una linea di gusto ma di stili. Nel primo articolo ho tentato di dare un’infarinatura generale sul panorama delle pitture murali da interno, ma il mondo della decorazione è decisamente più stimolante ed impegnativo: un “luogo” in cui tutto rimane molto personale, come un abito scelto su misura.

 

Al prossimo articolo.

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Ristrutturare casa a Roma

Benvenuti al nostro secondo appuntamento con la rubrica “Ristrutturazioni romane – B&B e Casa vacanze

Oggi voglio parlarvi di una singolare casa vacanze che ho fotografato recentemente.

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Ricavato nella mansarda di un edificio che si affaccia direttamente sui musei vaticani, questo piccolo ma accogliente appartamento ha da subito suscitato il mio interesse.

Il motivo principale è la cura che è stata posta nei dettagli che lo compongono: come è facile osservare il leitmotiv è il colore verde, presente in molti degli arredi e degli oggetti scelti.

La scaffalatura in legno, con i ripiani sfalsati, è stata realizzata su misura e posta a fianco della porta d’ingresso: consente di riporre molti oggetti in maniera ordinata e fantasiosa e include gli interruttori della luce in uno dei moduli.

E’ piacevole e ricercato il contrasto che il bianco crea con le travi del soffitto, ravvivate e protette dopo essere state riportate al loro colore originario con la recente ristrutturazione.
roma_mansarda_ristrutturata_prati_cucina

I ripiani in cartongesso sopra la cucina risultano gradevoli e funzionali e la scelta di illuminare il piano cottura sottostante con strip led dona un effetto di sospensione e leggerezza di sicuro effetto.

Trovo un’ottima scelta quella di posizionare un tavolino ripiegabile nella zona giorno, giusto di fronte all’angolo cottura: in questo modo si avrà più spazio quando necessario.

roma_mansarda_ristrutturata_prati_soggiorno

Il trattamento bianco di tutte le superfici dona luminosità agli ambienti, che prendono luce da piccoli oblò.

La scelta di ricavare un armadio a muro nella parete che divide la camera da letto dal bagno contribuisce a donare linearità e luminosità all’ambiente.

roma_mansarda_ristrutturata_prati_camera_letto

La terrazza, riparata su tre dei quattro lati, permette di scorgere nitidamente monte Mario e sovrasta gli edifici circostanti godendo di una vista panoramica invidiabile.

Viverlo nelle stagioni temperate regala piacevoli momenti di relax e arricchirlo con delle piante lo renderebbe sicuramente un gioiello ancor più brillante nel centro della città eterna.

roma_mansarda_ristrutturata_prati_terrazzo

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Idropittura per la casa

“Cos’è un’ idropittura? Esistono smalti che possono essere dati a parete? Ma una resina come si comporta al calpestìo? Ma soprattutto… questo lavoro posso farlo da solo?”

pantoni

Sono alcune tra le domande più frequenti che mi vengono poste quando collaboro con grandi centri specializzati in bricolage e fai da te. La moda del DIY è sempre più prepotente e qui entro in gioco io, la “consulente colore” e cerco di illuminare nel mio piccolo il ricchissimo, ma abbastanza oscuro, panorama dell’home decor. Questa rubrica nasce per aiutarvi nella scelta, farvi venire qualche idea sfiziosa, stuzzicare la vostra voglia di “sporcarvi le mani” e cimentarvi da soli in piccoli lavori di casa, senza sentirvi troppo smarriti.

esempio di idropittura su parete leroy merlin

Iniziamo con la scelta della tipologia di pittura che potrebbe servirci per rimodernare l’ambiente prescelto. Questa azione può essere dettata da una questione di gusto o una necessità, infatti le pitture, specialmente da interno, vengono di norma raggruppate in alcune grandi famiglie in funzione di alcune loro specifiche caratteristiche.

 

Le pitture murali da interno in commercio, specialmente nelle grandi distribuzioni, sono generalmente idropitture, ovvero prodotti vernicianti composti da miscele di cariche, che costituiscono il corpo della pittura, pigmenti di origine organica, sintetica o minerale, leganti, che caratterizzano e strutturano il prodotto, acqua e additivi. Quindi parliamo di prodotti spesso eco certificati, alcuni addirittura anallergici e sanificanti.

 

Andiamo per categorie analizzando le idropitture da interno:

LAVABILI e SUPERLAVABILI

Sono le pitture di maggior utilizzo adatte ad ambienti come la zona living e la zona notte, contengono una buona percentuale di resine ed hanno un aspetto opaco e vellutato. Possono essere lavate con un panno umido ben stretto e un po’ di detergente neutro, a parte alcune definite proprio come “saponabili”, la cui smacchiabilità è sicuramente più elevata. Questa qualità viene riportata sul retro delle confezioni, quindi accertatevene all’acquisto.

Le superlavabili sono ovviamente più resinose e, se date “ a corto”, ossia senza rullate o pennellate troppo estese, possono risultare delle “monomano” e coprire con una sola passata. Nella scelta considerate  che più la percentuale di legante (resina in questo caso) è alta nella pittura, più si creerà pellicola e la parete respirerà meno.

Esistono anche lavabili additivate con antimuffa. Per quanto riguarda il colore ci sono in commercio ottime lavabili o superlavabili già pronte e già colorate che di solito come quantità ci conviene acquistare se dobbiamo realizzare poca metratura, ad esempio una sola parete. Se i metri quadri da trattare sono ingenti, conviene affidarsi al sistema tintometrico e andare su latte da almeno 5 o 10 litri.

Un’altra soluzione, la più economica, è quella di acquistare direttamente una 14 litri e colorarla da noi con i coloranti universali, magari per mezzo di una siringa per gestire le dosi e riprodurle all’occorrenza.

idropitture_vasche

TRASPIRANTI

Si tratta di pitture più “leggere” nella composizione, non lavabili ma che non creano pellicola e quindi adatte a zone della casa come bagni, cucina e soffitti che sono spesso soggetti alla formazione di vapore acqueo e quindi alla presenza di  umidità. La superficie respira di più e l’umidità non compromette la zona trattata. Esistono anche dei buoni compromessi di lavabili con una buona capacità traspirante.

TERMOISOLANTI

Sono pitture speciali, con al loro interno microsfere di vetro che abbattono di almeno 4 o 5 gradi centigradi la temperatura della parete affinchè non si creino ponti termici e quindi non si dia luogo alla formazione di condensa. Possono essere colorate anche a sistema tintometrico ma solo in colori tenui. Vanno date “ a strato”, di solito 3 o 4 mani e sono adatte sia ai soffitti che alle pareti.

SMALTI MURALI

Sono il massimo della lavabilità, grazie alla percentuale di resine molto alta, resistono direttamente all’abrasione ed hanno ottime qualità igienico sanitarie. Adattissimi a zone della casa in cui giocano i bambini oppure in cucina. Il loro impiego in edilizia è molto sviluppato anche in ambito ospedaliero.

attrezzatura_idropittura

Piano piano ci faremo strada nel mondo dell’home decor, mano nella mano, imparando a scegliere i prodotti giusti per l’utilizzo più appropriato, tips and tricks per sentirci più sicuri nell’affrontare da soli piccole grandi sfide di ristrutturazione e decorazione fai da te, cimentandoci nel giocare col colore e con i materiali.

Al prossimo articolo!

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B&B al Pantheon

Benvenuti nella nostra nuova rubrica dedicata alla scoperta degli appartamenti romani appena ristrutturati ed arredati.

L’idea di recensire spazi, soluzioni e complementi d’arredo che incontro durante il mio lavoro di fotografo di interni nasce dal fatto che il gran numero di locations che sono chiamato a ritrarre costituisce una fonte inesauribile di spunti per il mio lavoro di architetto e arredatore.

La rubrica “Ristrutturazioni Romane” si pone l’obiettivo di condividere con voi lettori gli elementi che richiamano la mia attenzione al fine di condividere nuove idee.

In questo primo articolo andremo a vedere nel dettaglio alcuni elementi che ho incontrato in un appartamento situato nei pressi di uno dei monumenti simbolo della Roma antica, il Pantheon.

 

bb_01_camera_matrimoniale

Ho sempre trovato la scelta di appendere i comodini al muro molto funzionale perchè, oltre a non ostruire fisicamente o visamente lo spazio, consente una pulizia efficace del pavimento.

In questo caso la mia attenzione è stata richiamata anche dal materiale utilizzato, il ferro, opportunamente sagomato attorno ai profilati che ne costituiscono la struttura.

A coprire il tutto uno strato protettivo lucido che gli dona una finitura riflettente.

Le lampade appese, con la loro struttura permeabile e il materiale che riprende quello utilizzato per i comodini, rivisitano il concetto di abat jour e risultano particolarmente gradevoli e leggere.

Le appliques, che riprendono il design minimale dei comodini movimentano con la luce una parete altrimenti vuota,  mentre il trattamento in tessuto della parete di testa del letto la caratterizza differenziandola dalle altre.

 

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Il trattamento delle superfici di questo originale bagno rimanda ad uno stile industriale, le nicchie sopra la vasca risultano comode per riporre i prodotti per il corpo.

Il lavabo appoggiato, lo specchio a tutta parete e il rubinetto che da esso fuoriesce danno un’idea di ordine e pulizia, requisiti imprescindibili per questo ambiente.

 

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Da amante dei patterns trovo che questa carta da parati sia una soluzione di sicuro effetto, un’idea economica e di semplice realizzazione per personalizzare gli ambienti della casa.

Per ora è tutto, al prossimo articolo!

 

 

Progetto: Paola Veroni e Claudia Capinera

 

 

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Sou Fujimoto

Tokyo, Sou Fujimoto lega magistralmente 5 blocchi a forma di “casa” in un unico edificio ad angolo.

Disposti uno sull’altro ed orientati diversamente tra loro, ognuno degli elementi è composto da due e tre camere e collegato agli altri mediante scale, sia interne che esterne.

Stupefacente e quasi straniante da fuori, ritrova, una volta dentro, tutta la serena intimità tipica della cultura giapponese.

 

©Edmund Sumner

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