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Pitture per pareti


Nel precedente articolo abbiamo cercato di capirne di più in tema di decorative da interno..ed eccoci qui.. pareti pulite e sane e tutta la voglia di cimentarci in una delle più complicate tecniche di applicazione di pitture decorative da interno: lo spatolato. Che si tratti di un classico e caldo stucco veneziano o di un più moderno ed hi-tech spatolato metallizzato, il bello di questo tipo di applicazione risiede proprio nella sovrapposizione di strati diversi lavorati opportunamente a spatola, in un gioco di chiaro scuri e sfumature profondo e grafico.

Per l’occasione ho visitato tre ambienti diversi, due appartamenti privati ed un centro estetico, trattati con tre tipi di finish differenti: il classico “marmorino” o stucco veneziano, lo “smoothie” dall’effetto spumoso e vellutato e un luminosissimo “spatolato perlato”.
marmorino_stucco_veneziano_senza_cera_finale_soggiorno

Il MARMORINO:

Entriamo in casa di Consuelo ed Alessandro che, grazie alle loro abilità innate nel fai da te, hanno scelto la tecnica del “marmorino” o “stucco veneziano”. L’impiego è moderno ma le origini sono antiche, risalgono a circa 5000 anni fa e proviene da alcune regioni dell’Iran. A Venezia, l’uso di questa pratica, veniva tramandata da padre in figlio, apportando migliorie e modifiche di generazione in generazione. L’applicazione a muro può essere eseguita sia all’interno dell’abitazione che all’esterno, creando un effetto marmo molto estetico,  non a caso la dicitura “marmorino”. La finitura può variare a seconda dell’effetto che amiamo di più. Lo stucco veneziano, applicato almeno in tre mani con l’americana di metallo, “ferrandolo” velocemente, ad ogni passata si ossida e lascia emergere delle striature interessantissime autolucidandosi un pochino.

marmorino_stucco_veneziano_senza_cera_finale_dettaglioConsuelo ed Alessandro, per un tocco molto più contemporaneo, scelgono di non passarvi la cera finale (che lo rende anche idrorepellente e altamente lavabile) affinché  non gli si conferisca un aspetto specchiato, ma rimanga più “grezzo” e solamente semilucido.

Di solito negli ambienti molto più classici la tipica lavorazione a specchio è la più utilizzata. Mettiamo in conto però che cerare il marmorino significa doverlo “decerare” non appena volessimo cambiare look alla nostra parete.

 

 

 

LO SPATOLATO VELLUTATO:

Esistono tipologie di spatolato molto contemporanee e piacevoli, generalmente non a base gesso ma a base resinosa; creme per pareti leggere e sottili, da montare con la frusta elettrica quando è il momento di incorporarvi il colorante e che, in questa operazione, assomigliano in consistenza a delle mousse spumose. Si tratta degli spatolati dall’effetto opaco e vellutato, applicabili su ogni supporto anche con piccoli buchini da stuccare e sia lavabili che traspiranti (soprattutto se non vi si applicano cere di finitura che chiudono i pori della parete).

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E’ la scelta che ha operato Valeria per il suo delizioso centro estetico. Questo tipo di spatolato si sposa bene con un gusto giovanile e moderno, lasciando alla vista e al tatto una piacevolissima sensazione come fosse una sottile carta da parati, ma senza le “rogne” di quest’ultima.

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La lavorazione di prodotti simili richiede una manualità spiccata e può essere di due tipi. Possiamo agire in prima mano stendendo il prodotto a rullo per poi lisciarlo con la taloche in plastica, leggera e dagli angoli smussati, aiutandoci nell’operazione nebulizzando un po’ di acqua per ammorbidire le parti che hanno già tirato per poi procedere con una seconda mano stendendo il prodotto con la spatola. Se piace un effetto più tipo “cemento grezzo” (di cui più in là ci occuperemo visto che esistono spatolati fatti ad hoc per questa decorazione) potremmo andare a stendere il prodotto direttamente con la taloche in modo più “spesso”, calcolando almeno un paio di mani.

 

LO SPATOLATO PERLATO:

Sono andata anche a disturbare l’intimità del nido di Mauro e Simonetta che hanno scelto per il loro appartamento luminosissimo una soluzione che accentuasse questa sensazione di permeabilità della luce. Lo spatolato perlato, come tutti i perlescenti microriflettenti, nasce proprio per questo. Generalmente viene utilizzato in ambienti piccoli e poco illuminati ma in un open space ampio è comunque apprezzabile. La gamma colori di questo tipo di prodotti è di solito molto varia e ci lascia liberi di spaziare, dall’avorio, all’argento, dagli antracite, ai caldi colori del corallo e del rosa antico, affinché possiamo abbinare secondo il nostro gusto una vasta gamma di complementi.

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Simonetta e Mauro scelgono un arredamento al limite tra il minimale e il classico, caldo ciliegio e oggetti vintage con una memoria importante, come la lampada dipinta a mano dalla zia di Simonetta, tutti elementi che si sposano benissimo con l’avorio perlato alle pareti che conferisce un aspetto più contemporaneo al tutto ma senza “freddare” l’ambiente.

La lavorazione degli spatolati perlati è molto delicata. Le creme da pareti perlescenti vanno date su un fondo aggrappante che renda la superficie ben lavabile dopo l’asciugatura e vanno stese in prima mano con rullo a pelo corto, lisciate con la taloche in plastica e, in seconda mano, ripetuta l’applicazione nello stesso identico modo. È importante che si attendano i tempi corretti di asciugatura per evitare che il colore strappi ed esca il bianco della base.

Affronteremo insieme temi diversi mese dopo mese, seguendo non una linea di gusto ma di stili. Nel primo articolo ho tentato di dare un’infarinatura generale sul panorama delle pitture murali da interno, ma il mondo della decorazione è decisamente più stimolante ed impegnativo: un “luogo” in cui tutto rimane molto personale, come un abito scelto su misura.

 

Al prossimo articolo.

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Pitture per interni

Sembra così difficile scegliere.

Il mondo delle pitture decorative da interno appare agli occhi del cliente della grande distribuzione un enigma irrisolvibile ma questo solo perché il mondo del “fai da te” è variegato, denso e ricco di opportunità, tanto che ci si spaventa spesso.

Nell’articolo di questo mese vedremo di fare un po’ di luce in questo buio panorama della decorazione murale, per avvicinarci alla possibilità non solo di scegliere la pittura adatta al nostro gusto ma anche di valutare la posa in opera per mano nostra.

Le pitture decorative da interno, rispetto alle semplici tipologie di cui abbiamo parlato lo scorso mese, sono molto più elaborate, anche nella composizione. Generalmente sono a base vinilica, per questo è bene non posarle su superfici soggette a muffe o condensa, e richiedono una preparazione del muro abbastanza accurata. L’iter corretto, valutando una parete in buone condizioni, consisterebbe nel carteggiare la superficie, togliere la polvere con un panno umido, passare una mano di fissativo isolante (1 lt in 4/6 parti di acqua dandolo a pennellessa o a rullo), possibilmente di buona qualità per una resa ottimale e, ad asciugatura avvenuta di quest’ultimo, dare una o due mani di fondo. Ogni ditta che produce decorative da interno consiglia ovviamente il fondo dedicato che generalmente è una pittura murale bianca densa e coprente, come a preparare una tela intonsa prima della decorazione.

Ci approcceremo alla scelta tramite la divisione per “stili” delle varie pitture decorative da interno per due motivi, in primis nei grandi negozi di bricolage, dove tutti ci serviamo, generalmente si utilizza questa categorizzazione (e non tutti ci fanno caso..anzi) e inoltre perché ci può essere di estremo aiuto nel direzionare il nostro gusto verso una coerenza stilistica, coordinando pareti, arredi, complementi.

Pitture per interni grigio leroy merlin

COLOR DESIGN: In questa categoria, passeggiando per le corsie della grande distribuzione, troveremo tutta quella linea ispirata al “color blocking”, scelte cromatiche nette, graficismi sottili ma diversi tipi di lavorazione. Le più semplici da mettere in posa sono sicuramente le lavabili arricchite da polvere di glitter che qui troviamo già pronte ma che determinano un procedimento che possiamo riprodurre anche da soli, additivando una  lavabile semplice colorata con il glitter stesso, che in commercio esiste sia in polvere che in gel. Una difficoltà decisamente maggiore invece la si può incontrare con le pitture che riproducono l’effetto dei tessuti, considerato il fatto che vanno lavorate in prima e in seconda mano con un rullo speciale a formare la trama del cotone, del lino, del denim. Una scelta d’effetto ma che necessita un po’ di manualità. Un’altra tipologia di pittura che troviamo in questa categoria è uno spatolato morbido e vellutato, lavorabile con la taloche in plastica, dall’effetto finale grafico e piacevolissimo al tatto.

TRADIZIONE: Troviamo anche pitture decorative che rimangono fedeli ad un gusto già consolidato nel tempo e si rinnovano negli anni solamente nella scelta cromatica e nella metodologia della stesura. Siamo davanti a prodotti “storici” come le velature, pitture leggere e sottili che lasciano trasparire il fondo bianco e vanno lavorate a guanto, a straccio , a spugna, lasciando un velo di colore che segue nel grafismo il movimento delle nostre mani. Oppure troviamo pitture sabbiate già pronte e già colorate che si lavorano a “spalter”, un pennello corto e piatto che lascia liberissimo il polso nell’ impugnatura e ci consente una manualità molto più fluida. Abbiamo effetti particolari come quelli di creme per pareti dense e viniliche che, grazie a manipoli appositi, ricreano le venature del legno o le fibre naturali della corteccia degli alberi, in colorazioni tenui e ispirate al mondo della natura.

CLASSIC CHIC: Si tratta della linea che segue di più il gusto classico nella decorazione. In questo insieme troviamo gli stucchi veneziani, spatolati lavorabili con l’americana d’acciaio che ossida la componente di gesso e lucida la superficie che poi può anche essere cerata, oppure gli spatolati o le velature perlescenti, vernici più o meno spesse ma molto luminose e morbide.

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URBAN ECO: La categoria di stile più contemporanea tra tutte che racchiude in sé il gusto tipico del momento: sabbiati metallici che possiamo comporre noi stessi, creme per pareti metallizzate che possiamo trattare con finiture ossidate a ricordare l’acciaio cortèn, stucchi da lavorare a spatola colore su colore e strato su strato a ricordare i legni decapati e, per ultimi, ma non meno importanti, stucchi densi da spatolare a parete o addirittura a pavimento, con l’uso del primer apposito, a ricreare la sensazione del cemento non trattato. Tutto a tendere verso un gusto industriale e di recupero, più o meno minimale ed i-tech, per declinare il nostro gusto ed arricchire la nostra casa.

Pitture_per_interni_bagno_leroy_merlin

Il panorama del mondo della decorazione è tanto affascinante quanto insidioso, basta un nonnulla e possiamo incappare in tremendi  errori di stile creando delle  incongruenze difficili poi da gestire a lavoro finito. Per questo è bene informarsi, leggere, arricchire la nostra cultura dell’immagine, parlare con i decoratori che incontriamo o affidarci ad un esperto del settore prima di fare da sé.

Nei prossimi articoli analizzeremo puntualmente stili, tecniche, gusto e tendenze, entreremo nelle case di chi ha avuto il “coraggio” di lanciarsi e osare un po’ e ci divertiremo nello scegliere insieme ciò che si addice di più non solo all’ambiente in cui viviamo ma al nostro carattere, che lo determina inevitabilmente.

 

Al prossimo articolo.

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