Blog2023-02-14T10:40:57+01:00

Come sfruttare il recupero di vecchie travi in legno – Casa Vivamati

Travi in legno appena trattate
Travi in legno appena trattate

Torniamo nella bellissima Casa VIVAMATI, che nel post precedente abbiamo ammirato per la particolare mini-cucina freestanding, e parliamo stavolta di un aspetto peculiare del progetto: il recupero di vecchie travi in legno, che grazie a un lavoro mirato sarebbero potute diventare un elemento caratterizzante dal forte impatto visivo.

Storia della casa 

Casa Vivamati non è certo una “giovincella”, la costruzione della palazzina risale addirittura al 1680 e, come avviene sempre in questi casi, ogni appartamento è intriso di una storia evidente e affascinante. In appartamenti come questo, tuttavia, certi dettagli potrebbero non emergere mai se non in occasioni specifiche. Come, appunto, una ristrutturazione.

Il committente di Casa Vivamati ne deteneva la proprietà già da molto tempo e, a sua memoria, era sempre stato presente un controsoffitto. La sua idea iniziale era comunque sostituirlo, essendo ormai vecchio e ammalorato, con uno di nuova generazione che mantenesse un isolamento rispetto al piano superiore. 

Quell’elemento – però – ci era parso sin da subito “sospetto”. Ritenevamo che una casa tanto datata potesse nascondere un solaio in legno a vista che valeva la pena valutare, una volta emerso. 

Saggio esplorativo soffitto travi in legno
Saggio esplorativo

I nostri dubbi sono stati confermati durante la demolizione, quando il controsoffitto rivelava l’esistenza di un bellissimo solaio con travi di legno a vista e, cosa ancor più stupefacente, il tutto appariva in buone condizioni.

Abbiamo deciso, in accordo col cliente,  di utilizzare questo piacevole imprevisto come punto di forza e lavorare in modo da restituire a quelle travi il loro antico splendore, e farne dunque un elemento di carattere dell’appartamento.

Travi in legno prima del recuperoRecupero vecchie travi in legno
Prima e dopo il trattamento

L’intervento sul solaio

Un soffitto così datato, per quanto in buone condizioni, non è mai privo di criticità. Nello specifico il solaio di Casa Vivamati aveva dei difetti per via dei “travetti secondari”,  i quali assestandosi, favorivano la fuoriuscita del massetto. Niente che un buon intervento di restauro non potesse sistemare.

Dopodiché, siamo intervenuti sulla superficie viva, chiudendo tutte le fessure dei listelli e coprendo alcune imperfezioni, stuccando le cavillature e procedendo poi con opportuno carteggio, trattamento antitarlo e applicazione dell’impregnante.

Illuminazione solaio con travi a vista

Una volta ricondizionato, il solaio andava valorizzato. Abbiamo quindi agito sulle luci, selezionando una lampada che creasse atmosfera ma allo stesso tempo esaltasse le caratteristiche del soffitto. La scelta alla fine è caduta su un progetto inedito: un vero e proprio nastro che attraversa l’appartamento da parte a parte, dotato di un led integrato. Il risultato è una diffusione di luce omogenea con interessanti effetti di luce/ombra che giocano con le forme solide e rigorose delle travi.

Nelle immagini è possibile apprezzare un dettaglio: il colore del soffitto è quello originale. Le condizioni di partenza del solaio e un lavoro meticoloso di restauro ci hanno permesso di evitare adulterazioni cromatiche e riportare con successo il legno alla propria verginità estetica.

Valore di un appartamento con travi a vista

Poter lavorare su un elemento di pregio come questo ci ha consentito di dare maggior valore a tutto il progetto, sfruttando come punto di forza proprio la metratura ridotta dell’appartamento, che fa sì che il soffitto sia visibile nella sua interezza da ogni punto della casa.

Questo risultato ben si sposa, tra l’altro, con il contesto generale della casa: l’immobile sorge infatti a pochi metri dal Colosseo, è stato quindi interessante agevolare una forma di continuità con il passato ma, allo stesso tempo, lavorare anche su moderni elementi di contrasto.

Perché, in fondo, è proprio negli opposti che si traggono le migliori ispirazioni. 

Prima e dopo la rimozione del controsoffitto
Risultato finale
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Mini cucina freestanding – Vivamati

Quando abbiamo iniziato a lavorare al progetto VIVAMATI, un grazioso appartamento nei pressi del Colosseo, ci siamo resi immediatamente conto che ci trovavamo di fronte a una sfida complessa: le dimensioni di soli 30 metri quadrati complessivi si scontravano, almeno ai nastri di partenza, con l’esigenza di creare ambienti ben distinti e singolarmente fruibili. 

Il primo ostacolo era costituito dalla cucina, che doveva rispettare i criteri economici e logistici previsti dal progetto, ma che per fortuna ha trovato una strada percorribile attraverso un modello commerciale Ikea rivisitato per creare una perfetta mini cucina freestanding.

La struttura della mini cucina freestanding di Casa Vivamati

A dispetto delle premesse, scegliere di utilizzare un mono-blocco per la cucina si è rivelato molto utile per mantenere un approccio essenziale e pulito, aspetto più che necessario quando si lavora su metrature così ridotte.

L’obiettivo era infatti occupare una porzione di singola parete ma allo stesso tempo dotare l’appartamento di una cucina completa di tutti gli elettrodomestici. 

Non solo: per quanto performante alla nascita, la cucina scelta necessitava di una forma di personalizzazione che ribadisse l’identità funzionale dell’appartamento. Per questa ragione è stata disegnata e commissionata un’opera di falegnameria personalizzata, una struttura che abbraccia e sormonta la cucina stessa, finita in color mattone.

Animazione cucina
Rendering della mini cucina freestanding
Rendering

L’espediente risolveva anche un altro problema: poichè posizionare DEI PENSILI non era opportuno (avrebbero appesantito l’ambiente) la cucina risentiva, la cucina risentiva dell’assenza di punti di appoggio per suppellettili varie. La struttura in legno, grazie al ripiano della parte superiore, ci ha permesso di spuntare anche quella voce della lista.

Nel risultato finale la cucina vanta tutti gli elementi necessari – piano a induzione, frigorifero misura light, forno, piano di lavoro – per un costo finale di poco superiore ai duemila euro (compresi secchi, rubinetteria e pomelli).

Vista lateralemini cucina freestanding
Sezione laterale
Vista frontale mini cucina freestanding
Sezione frontale

Materiali e finiture della mini cucina freestanding

La cucina scelta è una Metod con ante Veddinge, ritenuta la più adatta fra i modelli proposti da Ikea per via delle linee semplici e pulite che ben si sposavano con l’allure dell’appartamento. Per impreziosire il modulo abbiamo optato comunque per l’integrazione di un top in Silestone Blanco Maple.

Il paraschizzi è stato realizzato con piastrelle basiche in gres (Vogue 20×10, color latte opaco), posate con 

fuga da 3 mm dello stesso color Mattone della struttura in legno, mentre i pomelli inox sono firmati Bagganas di Ikea

L’illuminazione è curata da due applique Zangra posizionate sopra alla mensola, sufficienti a rendere vivido l’ambiente cucina nel suo complesso.

Infine, a corredo del progetto, è stata inserita una dispensa per massimizzare lo storage, posizionata nel cubo polifunzionale posto di fronte alla cucina stessa.

Affinché nessun “centimetro” fosse lasciato al caso!

Esploso mini cucina freestanding
Ambiente cucina prima della ristrutturazione

Ante operam

Demolizione zona cucina

Demolizioni

Finitura pareti

Mini cucina freestanding ikea appena posata

Cucina Ikea

Mini cucina freestanding

Cucina finita

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